Addolcitore acqua domestica: perché averlo?

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Addolcitore acqua domestica: perché averlo?

Tanti buoni motivi per comprare un addolcitore acqua domestica

Uno dei problemi principali negli impianti idraulici è rappresentato dalla formazione di incrostazioni calcaree: queste sono dovute alla durezza dell’acqua.
Le acque dure, cioè ricche di calcio e magnesio, arrecano col tempo gravi danni agli impianti delle nostre abitazioni.
Se siete in procinto di acquistare una casa nuova o avete in programma una ristrutturazione che coinvolge anche gli impianti idrotermosanitari, è quindi consigliabile prendere in considerazione la predisposizione e l’acquisto di un addolcitore acqua domestica.

I possibili danni dell’acqua calcarea:

  • Deposito di residui di calcare nei tubi e nelle serpentine degli elettrodomestici con conseguente riduzione dell’efficienza energetica
  • Diminuzione della capacità pulente di lavatrici e lavastoviglie
  • Ostruzione di rubinetti e valvole da esterno e da interno
  • Sgradevoli depositi di calcare su piastrelle, piatti doccia, lavabi, etc…
  • Carente brillantezza delle stoviglie
  • Opacità e durezza del bucato
  • Secchezza di pelle e capelli
  • Bere acqua calcarea quotidianamente aumenta il rischio di sviluppare calcoli renali

L’acqua addolcita quanti gradi francesi deve raggiungere?

La durezza dell’acqua si esprime in °f (gradi francesi): 1 grado corrisponde a 10 mg di carbonato di calcio per ogni litro di acqua. Sotto i 7°f le acque vengono considerate molto dolci, mentre a partire dai 32°f ci troviamo già ad una soglia di durezza alta. Tramite l’installazione di un addolcitore, l’acqua della vostra abitazione sarà compresa tra i 7 e i 14 °f (acque dolci), condizione che rappresenta la durezza ottimale dell’acqua.

I benefici dell’installazione di un addolcitore acqua domestica

  • Maggiore durata e rendimento di impianti idrotermosanitari, riscaldamento a pavimento, radiatori e pannelli solari (alto e costante rendimento nel tempo dovuto all’assenza di depositi calcarei)
  • Diminuzione dei consumi energetici (per il boiler) e della manutenzione (incrostazioni sugli elettrodomestici)
  • Riduzione del deterioramento dei vestiti (che risultano più puliti e morbidi dopo il lavaggio)
  • Abbassamento del consumo di detersivi (maggior risparmio e minori scarichi nocivi); ammorbidente e sale per lavastoviglie non sono più necessari
  • Più lucentezza nell’arredo bagno e cucina (si evitano le incrostazioni su rubinetti, lavelli e rivestimenti)
  • Stoviglie più brillanti
  • Benefici per le pelli più delicate e in generale per tutti i tipi di pelle (i pori non rimangono ostruiti)
  • Elevata morbidezza dei capelli (maggiore produzione di schiuma da shampoo e sapone)

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Come funziona un addolcitore?

Dal punto di vista tecnico gli addolcitori sono dei sistemi che scambiano gli ioni di calcio e magnesio (causa della formazione del calcare) con ioni di sodio, facendo passare l’acqua dura attraverso un letto di resina a intercambio ionico. Come risultato si ottiene acqua dolce.

Questo processo di scambio prosegue finché non sono stati scambiati tutti i cationi di sodio della resina: a questo punto è necessario rigenerarla, in quanto non è più in grado di addolcire l’acqua. La rigenerazione resine addolcitore è possibile tramite l’uso del cloruro di sodio.

Quante più rigenerazioni avvengono, tanto più sarà necessario colmare il serbatoio di sale. Per un’efficienza elevata dell’addolcitore si consiglia di non scendere mai sotto il livello di metà serbatoio. Un’analisi dell’acqua prima dell’installazione dell’addolcitore ci può anticipare ogni quanto è necessario rigenerarlo e quanto sale si dovrebbe consumare. La vita media di un addolcitore è di circa 20 anni, con un cambio di resina ogni 2-3 anni. Raramente risulta necessario procedere con la sostituzione resine addolcitore.

Normativa addolcitori acqua

Secondo quanto stabilisce il D.M. n. 25/2012, “al fine di garantire i requisiti di potabilità dell’acqua potabile trattata ed il mantenimento dei miglioramenti come dichiarati dal produttore”, gli addolcitori necessitano di una regolare manutenzione periodica. È quindi consigliabile stipulare con il proprio rivenditore un contratto di manutenzione prestabilita, se possibile. Inoltre i componenti dell’addolcitore acqua domestica devono essere conformi al D.M. 174/2004.

Il tema “detrazione fiscale addolcitore” riguarda il bonus ristrutturazione e l’aliquota Iva al 10%.
Secondo la Circolare 20/E/2011 è possibile richiedere la detrazione Irpef solo nel caso in cui l’installazione degli addolcitori preveda “modificazioni strutturali integranti opere di manutenzione straordinaria dell’abitazione e/o degli impianti relativi”.
L’installazione degli addolcitori è agevolata anche con l’aliquota Iva al 10%, in quanto servizio relativo all’intervento di manutenzione ordinaria/straordinaria, realizzato su unità immobiliari abitative.

Se disponete già di un addolcitore d’acqua per uso domestico, potete ritenervi soddisfatti della vostra scelta? Quali sono i vantaggi da cui avete tratto maggiormente beneficio? Raccontateci la vostra esperienza.

Questo articolo è stato scritto da Eleonora Vezzoli
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